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LA LIBRERIA CONSIGLIA
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CONSIGLI DEI LETTORI
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BIBLIOGRAFIE
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Qui trovate raccolti i libri che periodicamente vi consigliamo con la nostra Newsletter.
Sono i titoli che secondo noi meritano un'attenzione particolare, tra i tantissimi che propone l'editoria italiana.
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| Vuoi star zitta per favore? |
| Raymond Carver |
| Einaudi |
| Con l'uscita nel 1976 di Vuoi star zitta per favore, la prima raccolta di Raymond Carver, s'imprimevauna svolta irreversibile nell'idea di short story e, presto, nell'intero panorama letterario americano.
Già all'indomani della pubblicazione, lo scrittore Geoffrey Wolff commentava dalle pagine del New York Times: «Mi piace credere che, avendo letto questi racconti, potrei identificarne l'autore sulla base di un solo paragrafo, due al massimo», e l'unicità di quella combinazione di temi e stile rimane a tutt'oggi insuperato modello e pietra di paragone. |
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| Freccia azzurra |
| Gianni Rodari |
| Einaudi |
| Torna, con le illustrazioni di Nicoletta Costa, uno dei primi capolavori di Rodari. La Freccia Azzurra, bellissimo trenino esposto nella vetrina della Befana, cattura lo sguardo del piccolo Francesco, che vende caramelle in un cinema e non avrà mai i soldi per comprarlo. Anche i giocattoli, però, hanno un cuore, e la notte del 6 gennaio salgono sul trenino; iniziano così un avventuroso viaggio per raggiungere i bambini che li desiderano davvero. Rodari parlava di temi importanti con leggerezza, e il suo fantastico treno transita sui binari della solidarietà, tocca le stazioni dell’amicizia, corre verso un sorridente futuro. |
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| Emmaus |
| Alessandro Baricco |
| Feltrinelli |
”Siamo molto normali, non è previsto un altro piano che essere normali, è un’inclinazione che abbiamo ereditato nel sangue. Per generazioni le nostre famiglie hanno lavorato a limare la vita fino a toglierle ogni evidenza – qualsiasi asperità che potesse segnalarci all’occhio umano”.
Si presenta così il protagonista e voce narrante del libro di Alessandro Baricco: un romanzo fulmineo, che condensa in 140 pagine di eleganza narrativa, la storia paradigmatica di quattro ragazzi d’oggi; diciottenni aggrappati a una normalità soffocante e sconfortante, che si affacciano all’età adulta divisi tra incrollabili certezze e indecisioni paralizzanti, slanci coraggiosi e paure recondite.
Baricco ci spalanca le porte delle loro giovani menti e mette a nudo le loro anime acerbe. Le racconta attraverso le loro stesse parole e ci trascina così vicini ai loro cuori che ci sembra di sentirli battere nelle pagine. |
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| L'anno dei dodici inverni |
| Tullio Avoledo |
| Einaudi |
| Gennaio 1982, un vecchio bussa alla porta di casa della famiglia Grandi incantandola con una storia che lo legherà indissolubilmente a loro: sta facendo uno studio sui bambini nati il giorno di Natale nella regione e vuole incontrarli una volta l'anno per seguirne la crescita. Chi è quell'uomo? E, soprattutto, come fa a sapere tante cose sul futuro? In quello stesso 1982 un ragazzo brillante e confuso intraprende la sua strada nel mondo, una strada che presto diverrà un vicolo cieco. Riuscirà a sottrarsi al suo destino? Nel 1997, due donne - la vedova Grandi e sua figlia Chiara, ormai adolescente sono in vacanza in Versilia, ma un incontro imprevisto cambierà per sempre le loro vite. In un prossimo futuro, in una Londra resa irriconoscibile da una guerra, un anziano poeta chiede udienza alla Chiesa della Divina Bomba. Dice di avere una proposta e una richiesta: vuole stringere un patto che può far rivivere, anche se in modo diverso, l'antico mito di Orfeo ed Euridice. Comincia cosi un viaggio incredibile che chiarirà ogni cosa, e dopo il quale niente sarà più lo stesso... |
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| I miti del nostro tempo |
| Umberto Galimberti |
| Feltrinelli |
| Culto della giovinezza, idolatria dell'intelligenza, ossessione della crescita economica, tirannia della moda: sono alcuni dei miti di oggi che Umberto Galimberti passa in rassegna per smontarli e denunciarne la natura ingannevole, mostrando come i falsi miti siano in realtà "idee malate", non avvertite come tali, e quindi tanto più capaci di diffondere i loro effetti nefasti senza trovare la minima resistenza. Sono i miti del nostro tempo, le idee che più di altre ci pervadono e ci plasmano come individui e come società. Quelle che la pubblicità e i mezzi di comunicazione di massa propongono come valori e impongono come pratiche sociali, fornendo loro un linguaggio che le rende appetibili e desiderabili. I miti sono idee che ci possiedono e ci governano con mezzi non logici, ma psicologici, e quindi radicati nel profondo della nostra anima. Sono idee che abbiamo mitizzato perché non danno problemi, facilitano il giudizio, in una parola rassicurano. Eppure molte sofferenze, molti disturbi, molti malesseri nascono proprio dalle idee che, comodamente accovacciate nella pigrizia del nostro pensiero, non ci consentono più di comprendere il mondo in cui viviamo. Per recuperare la nostra presenza al mondo dobbiamo allora rivisitare i nostri miti, sia quelli individuali sia quelli collettivi, dobbiamo sottoporli al vaglio della critica perché i nostri problemi sono dentro la nostra vita, e la nostra vita vuole che si curino le idee con cui la interpretiamo. |
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| Slow economy |
| Federico Rampini |
| Mondadori |
| Federico Rampini ci racconta, in un viaggio attraverso tre continenti e decine di città, quale forma sta per prendere il nostro futuro. Abbiamo di fronte a noi una lenta e inesorabile rivoluzione verde che ci porterà a produrre e a consumare in modo più consapevole; si percepisce nei comportamenti dei governanti e degli elettori il desiderio di un "Neo-socialismo" che spinga gli stati ad assumere iniziative politiche più ponderate e attente alla qualità dei servizi, del welfare e della vita in generale. Insomma, secondo Rampini si va profilando la rivoluzione tranquilla della "Slow Economy": un nuovo modello di sviluppo dove la crescita a ogni costo non sarà più la prima preoccupazione delle nostre società. Un modello di sviluppo in cui, come in una sorta di "Slow food" esteso a ogni aspetto della vita, ritroveremo tutti insieme un nuovo (e antico nello stesso tempo) equilibrio con il nostro ambiente lavorativo, naturale e sociale. |
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| Come mi batte forte il tuo cuore |
| Benedetta Tobagi |
| Einaudi |
«Hanno ucciso papà. Ma queste cose succedono nei film, non può essere vero. I compagni dell'asilo non mi credono. Allora insisto: "Hanno ammazzato papà, gli hanno sparato, bum! bum!, con la pistola" e mimo con le dita la forma dell'arma. Una P38».
Walter Tobagi è morto a Milano il 28 maggio 1980, assassinato sotto casa da una semisconosciuta formazione terroristica. Era una delle firme più prestigiose del «Corriere della Sera». Aveva trentatre anni. La figlia Benedetta aveva tre anni. Era lì. Oggi Benedetta vuole capire. Con forza, con delicatezza, ricostruisce la figura pubblica e privata del padre in un racconto che intreccia spietate vibrazioni intime ad analisi storiche lucide e rigorose. Cercando di comprendere cos'erano gli anni Settanta.
Un libro tenero e terribile in cui batte il cuore di un padre ritrovato. |
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| Le cose che non ho detto |
| Azar Nafisi |
| Adelphi |
| Innamorarsi a Teheran, Guardare i Fratelli Marx a Teheran, Leggere Lolita a Teheran... Così iniziava una lista di cose segrete che Azar Nafisi aveva stilato nel suo diario e che si rimproverava di aver taciuto a tutti. Molte delle altre, a tanti anni di distanza, ha deciso di raccontarle in questo libro. Che è un magnifico ritratto del padre, sindaco di Teheran all'epoca dello scià, e della madre, fra le prime donne entrate al Parlamento iraniano. E la storia dei tradimenti di lui, del mondo fantastico in cui lei a poco a poco trasforma la realtà insopportabile che la circonda, e della forzata, dolorosa connivenza dell'autrice con il padre. Ma anche e soprattutto la rivelazione di come a volte le dittature sembrino riprodurre i silenzi, i ricatti, le doppie verità su cui si regge il primo, e più perfetto, sistema totalitario: la famiglia. Chi conosce Nafisi sa già cosa troverà, qui, in ogni pagina: l'emozione di leggere sempre qualcosa di autentico e temerario. Qualcosa che arriva dalle strade e dai giardini di Teheran come dalle pagine di Firdusi o dei grandi cantastorie persiani - eppure ci riguarda molto da vicino. |
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| La città dei prodigi |
| Eduardo Mendoza |
| Giunti |
| Quando il giovane e poverissimo Onofre Bouvila arriva a Barcellona, negli ultimi anni del XIX secolo, non tarda a rendersi conto che è governata da vere e proprie mafie che si combattono senza esclusione di colpi, e che l'intreccio fra potere politico, economico e criminale è inestricabile. In una città dominata dalla corruzione e tuttavia attraversata da idee di giustizia e di uguaglianza che sfociano in moti popolari e sanguinose repressioni, Onofre riesce a inserirsi nel mondo degli affari di dubbia legalità e, grazie a una lunga serie di delitti, arriva a dominarlo. Potere e ricchezza finiranno comunque per garantirgli la rispettabilità e spingerlo verso inaspettate grandi imprese, tanto che la sua storia si legherà per sempre a quella di Barcellona e del suo straordinario sviluppo urbanistico ed economico, nell'arco di tempo tra le due grandi Esposizioni Universali del 1888 e del 1929. |
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| 1989 - Dieci storie per attraversare i muri |
| Autori Vari |
| Orecchio Acerbo |
| Profondamente radicato nella memoria di diverse generazioni, il muro di Berlino è ancora oggi un simbolo di resistenza, un luogo di sofferenza e parole altisonanti. Ma anche dopo la sua caduta gli uomini non hanno smesso di erigere nuovi muri. Meno simbolici, meno noti, addirittura nascosti, tuttavia eretti con lo stesso miscuglio di odio, paura e mancanza di immaginazione. Lo stesso misero impasto dei muri immateriali che separano gli uomini per razza, religione, cultura, ricchezza. Dieci racconti, ricchi di fantasia e colorate suggestioni, dedicati ai bambini da alcuni fra i più grandi scrittori di tutt'Europa. Per un ideale, enorme graffito contro l'intolleranza e contro il tetro grigiore dei muri. Per nuovi, giovani architetti che alla ottusa rigidità dei muri sostituiscano l'acuta flessuosità dei ponti. Età di lettura: da 10 anni. |
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| Suttree |
| Cormac McCarthy |
| Einaudi |
| «Caro amico adesso nelle polverose ore senza tempo della città... non camminerà anima viva all'infuori di te». Siamo a Knoxville, Tennessee, ed è il 1951. Stiamo per immergerci in sale da biliardo fumose e anfratti marcescenti, e acque melmose che vorranno risucchiarci. Stiamo per incontrare una schiera fenomenale di «ladri, derelitti, miscredenti, paria, poltroni, furfanti, spilorci, balordi, assassini, giocatori, ruffiani, troie, sgualdrine, briganti, bevitori, ubriaconi, trincatori e quadrincatori, zotici, donnaioli, vagabondi, libertini e debosciati vari», e in mezzo a loro, a ridere e piangere con loro, ad affondare e forse riemergere con quelli che riemergono, conosceremo un pescatore, un uomo. Si chiama Cornelius «Buddy» Suttree e questo è il suo mondo. |
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| Che la festa cominci |
| Niccolò Ammaniti |
| Einaudi |
| L'Italia fatta a pezzi in una sfrenata ed esclusiva "Apocalisse".
Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il piú grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica.
Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un’avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana.
L’irresistibile comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtú della nostra epoca. E nel sorriso che non ci abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti.
E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina. |
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| l'amore e gli stracci del tempo |
| Anilda Ibrahimi |
| Einaudi |
| Un uomo e una donna divisi dalla guerra. Lui è serbo e lei kosovara, e la guerra è proprio quella del Kosovo, nei Balcani squarciati dai nazionalismi.
Lui la cerca per anni tra i profughi dispersi per l'Europa, perché gliel'ha promesso.
Lei lo aspetta, seduta in un angolo di mondo, perché aspettarlo è l'unica cosa che sa fare.
Ma a volte la sorte trasforma le persone in «lettere mandate al momento sbagliato».
Una storia vibrante e sincera, di amicizie che durano una vita, di perdite e di speranza, di figli della guerra e dei loro tanti genitori.
Un romanzo che tocca corde profonde, temi viscerali, con coraggio e delicatezza. Che non teme di fare i conti con un passato che «quando ti trova, ti guarda con i tuoi stessi occhi». |
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| Le creature selvagge |
| Dave Eggers |
| Mondadori |
| Nel 1963 l'autore e illustratore americano Maurice Sendak pubblicò "Nel paese dei mostri selvaggi": il libro narrava la storia di Max, che una sera mentre gioca in casa combina un guaio. Per punirlo, la mamma lo manda a letto senza cena. Nella cameretta, con l'aiuto della sua immaginazione, il bambino fa sorgere una specie di giungla e intraprende un viaggio alla volta del Paese delle creature selvagge. Sebbene si tratti di mostri terribili e davvero spaventosi, Max è in grado di soggiogarli fino addirittura a diventarne il Re. In breve tempo il libro divenne un classico per l'infanzia di tutto il mondo. Qualche anno fa, il regista di culto Spike Jonze ha deciso di trasformare quella storia in un film e ha chiesto a Dave Eggers di lavorare alla sceneggiatura. L'incredibile sensibilità per il mondo infantile e il suo immaginario e le sue straordinarie capacità di narratore fanno di Eggers il perfetto erede e continuatore di una figura leggendaria come Sendak. Dal suo lavoro con Jonze è nato un romanzo, questo romanzo. "Le creature selvagge" è una favola per lettori di tutte le età piena di magia e di avventura, che ci porterà in compagnia di Max in un viaggio attraverso una terra meravigliosa e bizzarra... |
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| Il museo dell'innocenza |
| Orhan Pamuk |
| Einaudi |
| Rampollo di una ricca famiglia di Istanbul, Kemal sta per fidanzarsi con l'altolocata Sibel. Tutto sembra filare per il verso giusto, ma Kemal si innamora perdutamente della giovane e bellissima Füsun, una sua cugina appartenente al ramo povero della famiglia. Fra i due ha inizio una relazione eroticamente molto intensa, che travalica le leggi morali della Turchia degli anni Settanta. Ma i valori tradizionali (e l'opportunismo) hanno la meglio: Kemal si fidanza con Sibel pensando di continuare comunque la relazione con l'amante povera. Però Füsun scompare e lui cade in una forte depressione, si ritrae dal suo ambiente e si rifugia nell'appartamento in cui era solito incontrarla. Dopo un anno di sofferenze i due si ritrovano: la ragazza si è ormai sposata con uno sceneggiatore. Kemal non si dà per vinto: fonda una società per finanziare il debutto cinematografico del marito, va con la coppia sul Bosforo a vedere film sentimentali nei cinema all'aperto. E, soprattutto, diventa un loro ospite fisso: in otto anni cena con Füsun e il marito mediamente quattro volte la settimana. Quasi tutti intuiscono cosa nascondano quelle visite, ma nessuno dice niente, un po' per interesse, un po' per senso dell'onore, e poi la stessa Füsun ha un comportamento ineccepibile. Durante questi otto anni la Turchia vive una fase di grandi tensioni politiche che culminano nel colpo di Stato del 1980 (per Kemal un'autentica iattura: deve abbreviare le visite a causa del coprifuoco). |
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